Siti internet medici vs dottori: chi vince?

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Oggi internet fa parte della nostra vita più che mai. Usato praticamente per tutto, sono sempre di più le persone che si rivolgono ai siti online per cercare informazioni su problematiche mediche: è uno strumento semplice e veloce per cercare sintomi e avere una diagnosi immediata. Ma ci si può fidare dei risultati?

Un nuovo studio ha confrontato i risultati che si hanno online con una diagnosi professionale dal medico e ha scoperto che il dottore è una scelta migliore.

Dei ricercatori di Harvard hanno chiesto a più di 230 medici – un mix di pediatri e medici di base – di diagnosticare le condizioni sulla base di 45 vignette mediche. Il mix includeva problematiche semplici, di medio livello e condizioni di salute più complicate. Le vignette includevano anche una descrizione dei sintomi e della storia clinica del paziente, ma non risultati di esami fisici o test medici.

Gli stessi scenari sono stati usati per capire i sintomi delle problematiche mediche su siti web come WebMD, Mayo Clinic e Drugs.com.

I medici hanno fatto una corretta diagnosi due volte più spesso rispetto ai siti web, in base ai risultati dello studio che sono stati pubblicati nel JAMA Internal Medicine.

Ogni esempio clinico è stato risolto da almeno 20 medici e per il 72% delle volte i medici hanno individuato la diagnosi corretta in meno tempo. L’ottanta per cento dei medici ha fatto la diagnosi corretta entro le prime tre possibilità, mentre i siti web solo per il 51 per cento delle volte.

Il Dr. Ateev Mehrotra, coinvolto nello studio e professore associato alla Harvard Medical School, si è chiesto se i risultati indicano che i computer non saranno mai validi come i medici? La risposta è un “probabilmente no”. Essi sono in grado di migliorare mano a mano che si va avanti e forse potranno superare i medici, ma al momento siamo ben lontani.

La dottoressa Keri Peterson del Lenox Hill Hospital di New York, ha detto che molti dei suoi pazienti le hanno detto che sono andati online a fare auto-diagnosi. Secondo la professionista, circa il 40 per cento delle persone consultano internet per diagnosticare i sintomi, a discapito della precisione, addirittura inferiore rispetto alla media dello studio americano, anche perché spesso si tende a optare per problematiche gravi, creando inutili allarmismi e molta paura. Il problema è che ci sono alcuni sintomi in cui la causa è particolarmente difficile da identificare e uno di essi di cui non ci si dovrebbe mai fidare è la stanchezza: potrebbe essere un problema collegato ad un ipotiroidismo, alle malattie autoimmuni, al cancro, a carenze vitaminiche, alle infezioni. Bisogna veramente scavare fino in fondo.

Internet, dunque, può certamente essere di valore una volta che si ha una diagnosi, non prima. Alla fine, tutti i medici che hanno preso parte allo studio sono concordi sul fatto che non bisogna scoraggiare i pazienti dall’utilizzare questi strumenti, ma solo di acquisire maggiore attenzione.

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